{"id":43,"date":"2008-11-19T07:25:00","date_gmt":"2008-11-19T07:25:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.zecharya.com\/blog\/2008\/11\/19\/life-is-worth-living\/"},"modified":"2012-07-23T16:11:44","modified_gmt":"2012-07-23T14:11:44","slug":"life-is-worth-living","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.zecharya.com\/blog\/2008\/11\/19\/life-is-worth-living\/","title":{"rendered":"Life is worth living"},"content":{"rendered":"<p>Sulla porta della mia casa c&#8217;\u00e8 un adesivo da paraurti che ricevetti due mesi fa nella Palestina. E&#8217; scritto in arabo e in inglese: &#8220;Life is worth living&#8221;, che pu\u00f2 essere tradotto &#8220;La vita \u00e8 degna di essere vissuta&#8221;.<\/p>\n<p>Lo misi sulla porta perch\u00e9 mi piace l&#8217;idea ma non avevo capito fino in fondo la natura radicale della frase fino a ieri, quando un operaio palestinese che lavorava sulla casa del vicino ha cominciato una conversazione. L&#8217;uomo aveva una cinquantina d&#8217;anni.  In generale l&#8217;et\u00e0 media degli operai qui \u00e8 pi\u00f9 grande che in Italia, un dato che riflette due aspetti della realt\u00e0: la difficolt\u00e0 economica nella Palestina e il fatto che \u00e8 assai pi\u00f9 probabile che un attentato viene compiuto da un maschio pi\u00f9 giovane; perci\u00f2 la storia tragica dei posti di blocco. L&#8217;uomo chiedeva con entusiasmo da dove ho avuto l&#8217;adesivo.  Ha chiesto se io sapessi chi l&#8217;ha scritto ed era molto felice di raccontarmi chi.<\/p>\n<p>In molte parti del mondo &#8220;la vita \u00e8 degna di essere vissuta&#8221; potrebbe essere uno slogan contro la pena di morte, contro l&#8217;aborto o di un&#8217;altra causa ancora.  Ma scritto in arabo e distribuito da palestinesi in Palestina ha un altro senso.  Intrappolati fra l&#8217;occupazione israeliana da una parte e l&#8217;indottrinamento integralista (Hamas) o nazionalista (Fatah) dall&#8217;altra, il messaggio che i giovani ricevono da tutte e due le parti \u00e8 che la loro vita non \u00e8 degna &#8211; o per la mancanza di rispetto verso i loro diritti civili e umani nei posti di blocco, le distruzione delle case e l&#8217;incarcerazione e detenzione di 10.000 palestinesi in Israele, o per la glorificazione dei martiri e l&#8217;insistenza su tutti i mezzi di comunicazione che solo morendo (a volte morendo mentre uccide il nemico, soldato o cittadino che sia) la vita ha un significato.  Questi messaggi, diretti e indiretti, non possono che avere un impatto forte specialmente sui giovani.  E quindi &#8220;la vita \u00e8 degna di essere vissuta&#8221; non \u00e8 n\u00e9 una frase <span style=\"font-style: italic;\">new-age<\/span> leggera n\u00e9 una chiamata a una causa per la quale lottare ma qualcosa di molto pi\u00f9 coraggiosa.<\/p>\n<p>La vita, il nostro essere in vita, in questo momento, \u00e8 un miracolo.  Non abbiamo fatto niente per meritare la capacit\u00e0 di camminare su due gambe, di guardare un bel panorama o di parlare con un amico.  Lasciare che un altro ci convinca del contrario, o che ci distragga da questo regalo, \u00e8 forse l&#8217;ingiustizia pi\u00f9 grave che ci sia.   Mi emoziona il coraggio di questa frase e dei giovani che me l&#8217;hanno regalata.  Allo stesso tempo rifletto su i tanti momenti, anche in Italia, che di fronte a cose molto pi\u00f9 piccole e meno gravi, mi perdo nella dimenticanza.  Se questi ragazzi, nella Palestina d&#8217;oggi, possono fare questo sforzo, forse lo possiamo fare anche noi?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sulla porta della mia casa c&#8217;\u00e8 un adesivo da paraurti che ricevetti due mesi fa nella Palestina. E&#8217; scritto in arabo e in inglese: &#8220;Life is worth living&#8221;, che pu\u00f2 essere tradotto &#8220;La vita \u00e8 degna di essere vissuta&#8221;. 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