{"id":42,"date":"2008-11-25T07:25:00","date_gmt":"2008-11-25T07:25:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.zecharya.com\/blog\/2008\/11\/25\/la-campana-ovvero-lo-zen-e-larte-della-forchetta\/"},"modified":"2012-07-23T16:11:44","modified_gmt":"2012-07-23T14:11:44","slug":"la-campana-ovvero-lo-zen-e-larte-della-forchetta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.zecharya.com\/blog\/2008\/11\/25\/la-campana-ovvero-lo-zen-e-larte-della-forchetta\/","title":{"rendered":"La campana ovvero Lo Zen e l&#8217;arte della forchetta"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>&#8220;Non dovresti mirare all&#8217;obbiettivo ma a te stesso. Se lo fai cos\u00ec, colpirai te stesso, il Buddha, e l&#8217;obbiettivo tutti insieme.&#8221;<\/p>\n<p>Eugen Herrigel, <span style=\"font-style: italic;\">Lo Zen e l&#8217;arte dell&#8217;arcere<\/span><\/p><\/blockquote>\n<p>Nella tradizione Zen di Thich Nhat Hanh si usa la campana per cominciare una sessione di meditazione seduta. La tecnica di suonare non \u00e8 proprio quella di uno strumento musicale qualsiasi &#8211; o forse dipende dal musicista. Prima di suonare, si prende un respiro e si porta l&#8217;attenzione alla campana, alla bacchetta che ha in mano, a se stesso. Non c&#8217;\u00e8 nessun altro luogo dove dovrebbe stare e pu\u00f2 semplicemente stare l\u00ec. Tra un suono e un altro si prendono tre respiri e si posa la bacchetta.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 non ho provato questa tecnica non avevo capito perch\u00e9 posare la bacchetta. Tre respiri che saranno, qualche secondo? Non sarebbe meglio tenere la bacchetta l\u00ec pronta? Invece no. Tenendo la bacchetta pronta stai tenendo te stesso pronto, che vuol dire che stai gi\u00e0 nel futuro, aspettando la fine dei tre respiri e perdendo il suono del momento, il respiro del momento, te stesso del momento. Appoggi la bacchetta e torni alla realt\u00e0, che non \u00e8 tanto male. Veramente \u00e8 un piccolo gesto che cambia tutto. Come direbbero i maestri Zen, non stai suonando per l&#8217;obbiettivo di suonare, suoni per essere presente suonando.<\/p>\n<p>Lo stesso principio vale ugualmente in cucina. Stai l\u00ec al tavolo, con un piatto di fettuccine o di risotto davanti agli occhi e la forchetta in mano. Tra un morso e un altro, cosa fai con la forchetta mentre mastichi? La tieni l\u00ec, sopra il piatto pronta per il prossimo morso? Se siete come me l&#8217;avete gi\u00e0 appesantito di cibo quando la bocca \u00e8 ancora piena della forchettata precedente. Mangi, mastichi, la forchetta fa avanti e dietro, ma la forchetta e la mente stanno sempre un passo avanti e alla fine hai perso tutto <a href=\"http:\/\/barz-blog.blogspot.com\/2008\/10\/li-carciofi.html\">il carciofo<\/a>.  Che peccato.<\/p>\n<p>Ho posato la forchetta e ho iniziato a mangiare <span style=\"font-style: italic;\">davero davero<\/span>, forse per la prima volta. Senza che io lo sapessi una grande parte della mia mente era impegnata nel tenere la forchetta pronta, anche se era un azione ormai involontario. Con il braccio gi\u00f9 e la forchetta posata per tavolo, improvvisamente mi trovo libero di gustare il cibo, di apprezzare meglio l&#8217;ambiente e la compagnia. Tutto diventa molto pi\u00f9 vivido e allo stesso momento svaniscono le preoccupazioni e i pensieri che normalmente fanno da contorno. Mangiare per essere presente mangiando. Mira a te stesso e colpisci te stesso, ma anche i sapori, gli odori e i colori, che fin&#8217;ora perdevi.<\/p>\n<p>Buon appetito!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Non dovresti mirare all&#8217;obbiettivo ma a te stesso. 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