{"id":35,"date":"2009-01-16T17:30:00","date_gmt":"2009-01-16T17:30:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.zecharya.com\/blog\/2009\/01\/16\/cosa-possiamo-fare\/"},"modified":"2012-07-23T16:11:43","modified_gmt":"2012-07-23T14:11:43","slug":"cosa-possiamo-fare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.zecharya.com\/blog\/2009\/01\/16\/cosa-possiamo-fare\/","title":{"rendered":"Cosa possiamo fare?"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono due domande che sto ricevendo in questo periodo.  La prima \u00e8 cosa sto vedendo di prima persona in Israele e la seconda, forse retorica, \u00e8 cosa possiamo fare di fronte a cos\u00ec tanta sofferenza.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/1.bp.blogspot.com\/_O3cfAc3SoJ4\/SXDcj0xLtRI\/AAAAAAAAAtU\/Eu0elJZ5UXI\/s1600-h\/rosso.jpg\"><img decoding=\"async\" style=\"margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;\" src=\"http:\/\/1.bp.blogspot.com\/_O3cfAc3SoJ4\/SXDcj0xLtRI\/AAAAAAAAAtU\/Eu0elJZ5UXI\/s200\/rosso.jpg\" alt=\"\" id=\"BLOGGER_PHOTO_ID_5291972070178796818\" border=\"0\" \/><\/a>Comincio con la prima.  Questa volta Gerusalemme sta fuori della zona di conflitto e quindi le esplosioni e le bombe che ricordo dal periodo di 2000-2002 non ci sono, e neanche le sirene e i rifugi da quando cadevano i missili lanciati da Saddam Hussein nella prima guerra del Golfo.  Devo dire per\u00f2 che questa settimana per errore la sirena ha suonato a Gerusalemme.  Stavo prendendo un cappuccino e un cornetto a casa, godendomi la schiuma con consapevolezza, quando sentivo questo suono che significa l&#8217;arrivo di un razzo o un missile.  Cercavo di rimanere calmo, ricordare dov&#8217;era il rifugio di quartiere, tenere lontana l&#8217;immaginazione.  Ovviamente se io ci fosse stato durante la guerra del Golfo e se avessi nella memoria la distruzione, come ho la memoria degli attentati e dei morti del &#8217;00-&#8217;02, sicuramente avrei avuto molto pi\u00f9 difficolt\u00e0 a rimanere calmo.<\/p>\n<p>Oltre questo, anche se non sto vedendo la tragedia di Gaza, la guerra \u00e8 evidente anche qui.  Come non pu\u00f2 essere?  Le persone qui hanno vissuto guerre di difesa, guerre di scelta, attacchi suicidi.  C&#8217;\u00e8 chi pensa che la guerra non ha un impatto sulla personalit\u00e0?  Ma la guerra non \u00e8 solo una cosa politica o storica, che comincia e poi finisce come una tempesta.  La guerra continua, la tempesta continua, nelle paure di ogni individuo.  Si esprime nel traffico, nei clacson e negli incidenti; nello sguardo che tutti danno ogni volta che una persone sale sul autobus, controllando se \u00e8 un terrorista o no; si trova nella violenza domestica e nel buttarsi pienamente in cose &#8220;controllabile&#8221; come lavoro; e si trova nell&#8217;insoddisfazione generale, nelle paure represse sotto altre paure represse.   Al mio parere, queste cose non sono solo i risultati della guerra ma anche le sue cause.  Persone arrabbiate, frustrate, traumatizzate hanno difficolt\u00e0 a non percepire il mondo in termini di minaccia e difesa.<\/p>\n<p>Questa cosa \u00e8 uguale per arabi che per ebrei.  Le radici delle paure sono recenti e sono vecchie.  Sono storiche e sono ideologiche, personali e famigliari.  Israeliani e palestinesi, arabi e ebrei, hanno questo in comune: stanno annaffiando i semi della paura uno nell&#8217;altro ogni giorno della loro vita, in famiglia, a lavoro, per strada, in mercato e anche sul piano politico.  Per questo motivo cerco di non interpretare gli avvenimenti politici come un gioco di scacchi: una parte fa questo, poi l&#8217;altra parte fa quello, poi la prima parte fa questo&#8230; giudicano o giustificando a &#8220;piacere&#8221;.    Quando la gente si sente minacciata dall&#8217;altra parte e non ha degli strumenti per prendere un respiro e calmasi, arriva l&#8217;odio, la violenza e la guerra.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/4.bp.blogspot.com\/_O3cfAc3SoJ4\/SXDcj9DGTqI\/AAAAAAAAAtM\/qlA2UR6L2bE\/s1600-h\/palma.jpg\"><img decoding=\"async\" style=\"margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;\" src=\"http:\/\/4.bp.blogspot.com\/_O3cfAc3SoJ4\/SXDcj9DGTqI\/AAAAAAAAAtM\/qlA2UR6L2bE\/s200\/palma.jpg\" alt=\"\" id=\"BLOGGER_PHOTO_ID_5291972072401424034\" border=\"0\" \/><\/a>Forse \u00e8 un po&#8217; pi\u00f9 chiaro perch\u00e9 chiedo agli italiani di non prendere una parte e invece di aiutarci a riconciliarsi.  Con una zuppa gi\u00e0 strasalata di paura e di odio, aggiungere pi\u00f9 sale aggrava l&#8217;animosit\u00e0.  Vedo gruppi di europei e americani che vengono a sostenere la loro parte preferita, rafforzando l&#8217;impressione che l&#8217;altra parte \u00e8 un mostro che non cambier\u00e0 mai, quindi la violenza \u00e8 giustificata.  Sia gli &#8220;israestinesi&#8221; che gli &#8220;ameuropei&#8221; tornano a casa arrabbiati e portano la guerra nei loro cuori.<\/p>\n<p>Nonostante il mio amore per le cose salate e amare, dai capperi al radicchio passando per la cicoria (<span style=\"font-style: italic;\">mmmm la cicoria&#8230;<\/span>), sono pronto a sacrificare i miei gusti per chiedere un po&#8217; di dolcezza.  E&#8217; chiaro che, se gli israeliani e i palestinesi cantassero di pi\u00f9, guardassero di pi\u00f9 il cielo azzurro, si aprissero di pi\u00f9 ai loro cari in merito alle loro paure, farebbero la guerra di meno?  Potete dire che sto parlando di utopia, ma non \u00e8 pi\u00f9 utopico che andare a una manifestazione di &#8220;sostegno&#8221;.   Parliamo chiaramente.  Questa guerra \u00e8 fatta di tanta sofferenza e tanta rabbia e non c&#8217;\u00e8 niente che possiamo fare che la fermerebbe tutta e subito.  Cercare di farlo sarebbe tentare di forzare la pace su persone che non sanno neanche cosa sia la pace.  Per\u00f2, com&#8217;\u00e8 vero che un atto di violenza aggrava la situazione un po&#8217;, un atto di amore, un atto di comprensione e di compassione, anche piccolo, aiuta la situazione.<\/p>\n<p>Se non sappiamo neanche noi cosa siano la pace e la dolcezza come le possiamo offrire agli altri?  Se vorremo che gli israeliani e i palestinesi prendono un respiro quando vedono la guerra di prima persona, dobbiamo essere capaci di farlo almeno quando leggiamo le notizie sulla guerra.  La rabbia, l&#8217;odio e la paura gi\u00e0 c&#8217;\u00e8 l&#8217;hanno e sono molto pi\u00f9 bravi di noi in questo.  La pace, la stabilit\u00e0 e la gioia, s\u00ec, proprio la gioia, \u00e8 quello di cui hanno pi\u00f9 bisogno.  E solo sviluppando la stabilit\u00e0 e la gioia dentro di noi possiamo aiutare, altrimenti stiamo aggiungendo ancora il nostro pizzico di sale.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 gi\u00e0 tanto.  I percorsi che le emozioni prendono da una persona a un&#8217;altra e poi a un&#8217;altra sono molto pi\u00f9 complessi di quanto pensiamo e se cercassimo di indirizzare la nostra pace a una certa zona sul pianeta, forse diventeremo delusi.  Comunque, dopo aver lavorato per sviluppare la nostra pace c&#8217;\u00e8 tanto che si pu\u00f2 fare.  Potete invitare israeliani e palestinesi in Italia per un ritiro di meditazione, ascolto profondo e rilassamento profondo, come fa Thich Nhat Hanh nel suo monastero <a href=\"http:\/\/www.plumvillage.org\/\">Plum Village<\/a> in Francia.  Potete informarvi su altri progetti del genere come <a href=\"http:\/\/www.seedsofpeace.org\/\">Seeds of Peace<\/a> (Semi della Pace).    Invitare &#8220;palestraeliani&#8221; alle sagre di paese, al palio di ferragosto, ai cori popolari?  C&#8217;\u00e8 chi parla di un &#8220;<a href=\"http:\/\/www.csmonitor.com\/2009\/0114\/p09s02-coop.html\">stimolo di pace<\/a>&#8221; economico per Gaza o la necessit\u00e0 di finanziamento di progetti di <a href=\"http:\/\/www.ipcri.org\/files\/pew.html\">educazione per la pace<\/a>.  Praticamente qualsiasi progetto nel quale potete far vedere agli israeliani e palestinesi, insieme o separatamente, cosa sia la pace, cosa sia la dolcezza, come godere e rendere omaggio al miracolo della vita, come si risolvono i conflitti, sar\u00e0 di grande aiuto.<\/p>\n<p>Anche se i risultati non siano immediati o totali \u00e8 molto meglio che aggiungere pi\u00f9 sale.  Per fare tutto ci\u00f2 per\u00f2, chiediamoci se abbiamo approfondito abbastanza la nostra pace o se ci conviene essere in pi\u00f9 contatto con la natura, con le nostre emozioni, se abbiamo tempo per praticare le tecniche della consapevolezza con persone d&#8217;esperienza.<\/p>\n<p>Finisco con una citazione, sempre del maestro Thich Nhat Hanh, del suo libro &#8220;Essere Pace&#8221;.  Mi dispiace che \u00e8 in inglese: se qualcuno ce l&#8217;ha in italiano e mi manda la traduzione lo cambier\u00f2 volentieri.<\/p>\n<blockquote><p>Many            of us worry about the situation of the world. We don&#8217;t know when the            bombs will explode. We feel that we are on the edge of time. As individuals,            we feel helpless, despairing. The situation is so dangerous, injustice            is so widespread, the danger is close. In this kind of a situation,            if we panic, things will only become worse. We need to remain calm, to            see clearly. Meditation is to be aware, and to try to help.<\/p>\n<p>I            like to use the example of a small boat crossing the Gulf of Siam. In            Vietnam, there are many people, called boat people, who leave the country            in small boats. Often the boats are caught in rough seas or storms, the            people may panic, and boats may sink. But if even one person aboard            can remain calm, lucid, knowing what to do and what not to do, he or            she can help the boat survive. His or her expression &#8211; face, voice &#8211;            communicates clarity and calmness, and people have trust in that person.            They will listen to what he or she says. One such person can save the            lives of many.<\/p>\n<p>Our            world is something like a small boat. Compared with the cosmos, our            planet is a very small boat. We are about to panic because our situation            is no better than the situation of the small boat in the sea. You know            that we have more than 50,000 nuclear weapons. Humankind has become            a very dangerous species. We need people who can sit still and be able            to smile, who can walk peacefully. We need people like that in order            to save us. <\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"http:\/\/1.bp.blogspot.com\/_O3cfAc3SoJ4\/SXDc2IRKWPI\/AAAAAAAAAtc\/nfCIpTBzaRY\/s1600-h\/azzurro.jpg\"><img decoding=\"async\" style=\"margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;\" src=\"http:\/\/1.bp.blogspot.com\/_O3cfAc3SoJ4\/SXDc2IRKWPI\/AAAAAAAAAtc\/nfCIpTBzaRY\/s200\/azzurro.jpg\" alt=\"\" id=\"BLOGGER_PHOTO_ID_5291972384650844402\" border=\"0\" \/><\/a><br \/>Buon fine settimana, auguro a tutti noi qualche passo verso la pace e la gioia.<\/p>\n<p>Bar<br \/>Gerusalemme, Israele<br \/>Pianeta Terra<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono due domande che sto ricevendo in questo periodo. 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