{"id":32,"date":"2009-01-31T22:20:00","date_gmt":"2009-01-31T22:20:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.zecharya.com\/blog\/2009\/01\/31\/dar-buca-alla-paura\/"},"modified":"2012-07-23T16:11:43","modified_gmt":"2012-07-23T14:11:43","slug":"dar-buca-alla-paura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.zecharya.com\/blog\/2009\/01\/31\/dar-buca-alla-paura\/","title":{"rendered":"Dar buca alla paura"},"content":{"rendered":"<p>Stamattina ho trovato un passaggio alla spiaggia del Mar Morto. Ci voleva poco pi\u00f9 di quaranta minuti e dal finestrino ho potuto ammirare le colline gialle del deserto. E&#8217; l&#8217;inverno pi\u00f9 secco di memoria: senza neanche un giorno di pioggia vera il lago di Tiberiade si \u00e8 receduto e il Mar Morto continua a morire per mancanza di flusso dal fiume giordano. Questo si sa, ma ai miei occhi era difficile distinguere fra il deserto d&#8217;inverno secco e il deserto d&#8217;inverno arido. Comunque impressionante.<\/p>\n<p>Sulla spiaggia ho trovato amici vecchi e nuovi, arabi ed ebrei, qualche chitarra e un paio di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Darabouka\">darbuca<\/a> (no Aless\u00e0, non mi sto riferendo a te), il sole, abbastanza vento per creare delle belle onde sulla riva del mare, e le montagne della giudea da una parte e della Giordania dall&#8217;altro. L&#8217;evento ha cominciato ieri sera, ma nelle dodici ore che ero presente abbiamo mangiato insieme humus, tehina, insalata russa e altro e bevuto th\u00e9 zuccherato, ci siamo riuniti in circoli per parlare del effetto che quest&#8217;ultimo capitolo del conflitto ha avuto su di noi. Poi, forse una quindicina di noi siamo andati a fare il bagno nei sorgenti accanto al mare. Che casino! Metti un piede a provare l&#8217;acqua e affondi nel fango fino al ginocchio. E&#8217; troppo difficile toglierti e quindi, uno dopo uno, abbiamo lasciato sulla sponda la vergogna, le differenze e per alcuni anche i vestiti e siamo entrati nel fango fino alla bocca e diventati una banda di uomini e donne grigi e fangosi, ippopotami mediorientali, lanciando palle di fango, ridendo e urlando, e nel sole statue a quanto la vita \u00e8 una ficata.<\/p>\n<p>Nel mio circolo ci siamo chiesti perch\u00e9 le cose sono cos\u00ec brutte l\u00e0, a casa, quando qui, al mar morto, sono cos\u00ec belle. Alla fine abbiamo invertito la domanda. Perch\u00e9 le cose sono cos\u00ec belle quando ci incontriamo cos\u00ec? Non abbiamo creato la pace, la pace gi\u00e0 c&#8217;era. Anche se solo per un giorno, abbiamo smesso di inondarci di paure, di ascoltare i messaggi che ci dicono di odiare l&#8217;un l&#8217;altro. La pace non va creata, la stiamo ignorando giorno dopo giorno, concentrandoci sulle nostre paure e sulle cose negative. La rabbia, come dice il proverbio, \u00e8 come essere pizzicato fino alla morte da un ape solo. La pace e la tranquillit\u00e0 esistono e sono disponibili, dobbiamo solo imparare a riconoscerle. Spero che anche voi in Italia potete trovare la vostra pace, che potete incontrare, post-fascisti e comunisti rifondati, cattolici e laici &#8211; forse alle terme di Saturnia &#8211; a guardarvi negli occhi, ascoltare l&#8217;un l&#8217;altro e a riconoscere quanto la vita \u00e8 una ficata.<\/p>\n<p>Ho lasciato la serata alle 21 dopo un circolo intorno al fuoco di accampamento accompagnato dalle canzoni in ebraico, arabo, inglese e spagnolo, preghiere ebraiche e musulmane, danze, narghil\u00e8 e ancora th\u00e8. E poi, appena sulla strada per Gerusalemme, \u00e8 cominciato, pian piano. Tip. Top. Tip. Top.<\/p>\n<p>E&#8217; arrivata la pioggia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stamattina ho trovato un passaggio alla spiaggia del Mar Morto. 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