{"id":27,"date":"2009-05-19T08:19:00","date_gmt":"2009-05-19T08:19:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.zecharya.com\/blog\/2009\/05\/19\/lidentita-della-pace\/"},"modified":"2012-07-23T16:11:43","modified_gmt":"2012-07-23T14:11:43","slug":"lidentita-della-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.zecharya.com\/blog\/2009\/05\/19\/lidentita-della-pace\/","title":{"rendered":"L&#8217;identit\u00e0 della pace"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>Secondo la stima cauta dell&#8217;ONU, pi\u00f9 di 8.000 civili sono stati uccisi nel combattimento dal 20 gennaio.  Non attribuisce la colpa.  Per\u00f2 Human Rights Watch (HRW), un gruppo di ricerca e lobbismo, accusa le Tigri di tenere in ostaggio gli abitanti del loro primo feudo &#8211; e di uccidere alcuni che tentano di fuggire.  E dice che l&#8217;esercito &#8220;ha bombardato senza distinzione zone densamente popolate, compresi ospedali, in violazione delle leggi di guerra.&#8221;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.economist.com\/displaystory.cfm?story_id=13649343&#038;fsrc=nwl\">Bagno di sangue in Sri Lanka<\/a>, &#8220;The Economist&#8221; 14.5.2009<\/p><\/blockquote>\n<p>Sono parole agghiaccianti di un altro conflitto tragico di temi conosciuti: la violenza, la lotta, la resistenza, il terrorismo, la guerra, la paura.  Qui si tratta di ind\u00f9 e buddisti che non riescono a risolvere le loro differenze, tamil e cingalesi intrappolati nella confusione e nel odio.<\/p>\n<p>Questa volta per\u00f2 le manifestazioni sono poche &#8211; ho letto di una sola a Palermo febbraio scorso, della comunit\u00e0 tamil.  Con alcuni eccezioni, nel resto d&#8217;Italia e in Europa le emozioni rimangono calme, i dibattiti sono pi\u00f9 rari e meno vociferi e pare che non \u00e8 cosa degna di attenzione popolare.  Dove sono le folle nelle piazze, le bandiere, i slogan?  Dove sono i sostenitori dei diritti dei tamil contro l&#8217;aggressione buddista?  Dove sono i pro-cingalesi che affermano il diritto di uno stato di difendersi contro il terrorismo?<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/4.bp.blogspot.com\/_O3cfAc3SoJ4\/Sg8SLSJJVlI\/AAAAAAAAAzY\/ug-GcmiQwLQ\/s1600-h\/boxes2.jpg\"><img decoding=\"async\" style=\"margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 150px; height: 200px;\" src=\"http:\/\/4.bp.blogspot.com\/_O3cfAc3SoJ4\/Sg8SLSJJVlI\/AAAAAAAAAzY\/ug-GcmiQwLQ\/s200\/boxes2.jpg\" alt=\"\" border=\"0\" \/><\/a>Potremo dire che ci sono differenze fra i due conflitti, quello israeliano-palestinese e quello tamil-cingalese.  Potrebbe essere per\u00f2 che la differenza pi\u00f9 significativa nella nostra reazione non si trova l\u00ec in Asia occidentale o sud-est ma in noi. Cos&#8217;\u00e8 che ci coinvolge cos\u00ec tanto di certe temi e non in altre?  Quando leggiamo di Sri Lanka forse sentiamo un coinvolgimento pi\u00f9 attutito mentre quando si discute il Medio Oriente i nostri cuori battano forte.  Sia noi che crediamo di essere filo-palestinesi che noi che crediamo di essere filo-israeliani comportiamoci in un modo simile.  E il fatto che siamo cos\u00ec divisi, e divisi fra le eterne faglie politiche italiane, punta al fatto che sotto le discussioni politiche c&#8217;\u00e8 qualcos&#8217;altra.  I filo-tamil e i filo-buddisti si dividono secondo i partiti politici classici?<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una barzelletta cattolica-americana: &#8220;Come sai se uno \u00e8 cattolico?&#8221; &#8220;Se va a messa?&#8221;  &#8220;No.&#8221;  &#8220;Se fa la confessione?&#8221; &#8220;No.&#8221; &#8220;Allora?&#8221;  &#8220;Se si vergogna ogni volta che il papa apre la bocca.&#8221; Credete che un americano d&#8217;origini cingalese avrebbe una reazione emotiva, a favore o contro che sia?  Un americano cattolico, pur essendo ateista o protestante ormai da anni, sente il cuore batte quando il papa dice qualcosa di controverso. Come noi.  Senza esserne coscienti ci sentiamo coinvolti. Ci identifichiamo con qualcosa.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/2.bp.blogspot.com\/_O3cfAc3SoJ4\/Sg8Sq3NlJgI\/AAAAAAAAAzo\/vhvTFw0A0gs\/s1600-h\/boxes1.jpg\"><img decoding=\"async\" style=\"margin: 0pt 0px 10px 10pt; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;\" src=\"http:\/\/2.bp.blogspot.com\/_O3cfAc3SoJ4\/Sg8Sq3NlJgI\/AAAAAAAAAzo\/vhvTFw0A0gs\/s200\/boxes1.jpg\" alt=\"\" border=\"0\" \/><\/a>La maggior parte degli italiani per\u00f2 non sono d&#8217;origini ebraiche, palestinesi, tamil o cingalesi. E quindi? L&#8217;identit\u00e0 \u00e8 una strana cosa e non per niente razionale. Per tutta la vita siamo stati insegnati a prestare attenzione a certi temi, a identificarci con certe situazioni e persone.  Siamo addestrati a provare emozioni davanti a certi simboli e non davanti ad altri. I motivi sono tanti, dall&#8217;antica disumanizzazione di un popolo alla guerra fredda; motivi storici, politici e anche personali e psicologici, dove c&#8217;entrano tutt&#8217;altro che gli oggetti della nostra attenzione. Il risultato \u00e8 che siamo pi\u00f9 propensi a riconoscere la sofferenza di alcuni e pi\u00f9 propensi a chiudere il cuore davanti ad altri.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 questo proprio il problema?  L\u00e0 in Asia, come in altre parti del mondo, i conflitti violenti esistono perch\u00e9 le persone non riescono a identificarsi con gli altri. Questo \u00e8 la base dei molti iniziativi di dialogo: imparare ad aprire l&#8217;orizzonte e il cuore alla esperienza del altro.  Se vogliamo veramente aiutare, possiamo cominciare gi\u00e0 adesso a sviluppare questa capacit\u00e0.  Noi filo-israeliani possiamo impegnarci a capire meglio le realt\u00e0 dei palestinesi (e non &#8220;<span style=\"font-style: italic;\">il<\/span> punto di vista dei palestinesi&#8221;), e noi filo-palestinesi possiamo fare lo stesso con le realt\u00e0 degli israeliani, nonostante che crediamo di gi\u00e0 sapere  tutto e di capire tutto.  E possiamo tutti imparare ad aprire il cuore alle persone che siamo abituati a ignorare.  Se non lo possiamo fare noi, che speranza c&#8217;\u00e8?<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/3.bp.blogspot.com\/_O3cfAc3SoJ4\/Sg8SLcvUXlI\/AAAAAAAAAzg\/aGAV-l9eV2A\/s1600-h\/boxes3.jpg\"><img decoding=\"async\" style=\"margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;\" src=\"http:\/\/3.bp.blogspot.com\/_O3cfAc3SoJ4\/Sg8SLcvUXlI\/AAAAAAAAAzg\/aGAV-l9eV2A\/s200\/boxes3.jpg\" alt=\"\" border=\"0\" \/><\/a>Facendo questo potremo scoprire tante cose.  Uno, che la capacit\u00e0 di identificarci con pi\u00f9 persone ci aiuter\u00e0 a risolvere tanti conflitti nella vita quotidiana.  Due, sapendo quanto \u00e8 difficile sviluppare questa capacit\u00e0, sentiremo pi\u00f9 pazienza e compassione per gli altri che, come noi, hanno tanta strada da fare.  Tre, anche se non possiamo risolvere tutti i conflitti subito, stiamo gi\u00e0 diffondendo meno sofferenza nel mondo.  Quattro, avendo gli occhi e il cuore aperti a chi ignoravamo l&#8217;esistenza, pu\u00f2 essere che troveremo modi di aiutarli che non avremo visti altrimenti.  Forse c&#8217;\u00e8 qualcuno vicino a noi che ha bisogno del nostro aiuto.<\/p>\n<p>Durante la guerra a Gaza ho provato a mettermi nei panni degli altri a 360\u00b0, dai giovani israeliani chiamati alla fronte ai politici e militari di Hamas e Israele, ai residenti di Gaza e del sud di Israele.  Metterti nei panni di qualcuno non vuol dire accettare le cose che dice: a volte puoi sentire compassione per qualcuno che soffre cos\u00ec tanto che non riesce a identificare la radice della sua sofferenza.  Gi\u00e0 vedere che ci sono radici &#8211; e che non si tratta di un mostro &#8211; ci da la possibilit\u00e0 di cambiare le radici. E&#8217; vero che facendo questa pratica non ho fermato la guerra.  Credo comunque che \u00e8 stato di beneficio e che grazie alla pratica ho diffuso la sofferenza in qualche misura ridotta dal solito, e i benefici non sono sempre immediati.  Credo che rinforzando i propri pregiudizi e incapacit\u00e0 di sentire la compassione non risolve il conflitto neanche.<\/p>\n<p>Ripeto.  Se non possiamo noi imparare ad aprire gli orizzonti, verso chi siamo abituati a vedere come mostri o verso chi non siamo abituati a vedere proprio, non possiamo sperare che i nostri fratelli che vivono le guerra lo possono fare.  E facendolo noi come esempio lo stiamo facendo anche pi\u00f9 facile per loro.<\/p>\n<p>L&#8217;ultima cosa.  Che sono queste foto di scatole e scatole?  Dopo la guerra sono andato ad aiutare un gruppo di israeliani che raccoglieva cibo, vestiti e altri materiali per donare ai residenti di Gaza, in collaborazione con un&#8217;associazione palestinese.  Nonostante l&#8217;animosit\u00e0 della guerra e nonostante le narrative ufficiali che demonizzano l&#8217;altro, le donazioni sono arrivati dal tutto il territorio, compreso dai villaggi del sud d&#8217;Israele vittimi dei razzi di Hamas.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo la stima cauta dell&#8217;ONU, pi\u00f9 di 8.000 civili sono stati uccisi nel combattimento dal 20 gennaio. Non attribuisce la colpa. 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